Archive for Febbraio, 2010

I progetti per il futuro

I risultati ottenuti dal lavoro svolto dalla Petroldragon nella produzione dell’olio grezzo e dalla Omar nella raffinazione dei prodotti finali, consentono all’Ing Andrea Rossi di cominciare a pensare di realizzare un sogno: la realizzazione di un prodotto combustibile simile a quel carburante automobilistico che così prepotentemente e così radicalmente da sempre siede sul trono delle fonti energetiche predominanti nell’economia italiana.
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Così all’interno degli stabilimenti dell’Ing Rossi comincia a prendere forma l’idea di cominciare a sperimentare e a far digerire all’opinione pubblica la possibilità di far muovere automobili e mezzi di trasporto in genere, con l’ormai collaudata lavorazione dei rifiuti della società umana, anzichè con i derivati dell’oro nero.
Nei piazzali della raffineria viene realizzato, a titolo sperimentale, un piccolo autodromo della lunghezza di circa un chilometro, dove alcune vecchie autovetture Fiat 131 senza targa cominciano a girare alimentate da un carburante sostitutivo dell’olio Diesel, ricavato da rifiuti alimentari.
Nell’anno 1993 nasce il Team di corse automobilistiche Petroldragon, con auto Alfa Romeo, che introduce una propria monoposto nel mondo delle corse di Formula 3.
La vettura si comporta onorevolmente, piazzandosi sempre a metà classifica. Nessuna ambizione nelle corse automobilistiche, ma questa autovettura alimentata con un olio derivato dai rifiuti, capace di concorrere con vetture alimentare da ben più consueti prodotti petroliferi, rappresenta una dimostrata possibilità di affermare il prodotto di Andrea Rossi quale reale alternativa ai combustibili di origine fossile.
Andrea Rossi, la Petroldragon e la Omar sono a tutti gli effetti i pionieri di una ricerca che dopo molti anni ha portato alla produzione dell’odierno Biodisel, oggi regolarmente impiegato nei gasoli per autotrazione.
In questo momento il gruppo Omar-Petroldragon viene valutato da esperti economisti intorno ai 50 miliardi di lire.

I risultati ottenuti dal lavoro svolto dalla Petroldragon nella produzione dell’olio grezzo e dalla Omar nella raffinazione dei prodotti finali, consentono ad Andrea Rossi di pensare di dare basi concrete a un sogno: la realizzazione di un prodotto combustibile simile a quel carburante automobilistico che così prepotentemente e così radicalmente da sempre siede sul trono delle fonti energetiche predominanti nell’economia italiana.

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(16. Febbraio 2010)

Petroldragon: le aziende collegate

Per poter garantirsi il costante approvvigionamento di una così indispensabile materia prima (i rifiuti), la Petroldragon si avvale di una complessa rete di fornitura, per il funzionamento della quale è necessario stipulare contratti con numerose grosse aziende in Italia, scelte tra quelle che più di altre generano, nella loro normale attività produttiva, una ingente quantità di rifiuti del tipo e della qualità che più si addicono ai processi di trasformazione ideati da Andrea Rossi.
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I tipi di rifiuti ritirati sono costituiti fondamentalmente da scarti di materiali organici industriali, quali  plastiche, gomme, solventi esausti, scarti di industrie alimentari, ecc.
Tra i numerosi clienti della Petroldragon possono essere annoverati Unicem, Cementificio di Merone, Lombardi Solventi, Cartiera di Sora, ecc., aziende che usano il prodotto di Petroldragon, raffinato alla Omar, come combustibile o come materia prima per la produzione di solventi Il prezzo di vendita dei prodotti Petroldragon è inferiore del 30% circa rispetto agli analoghi, ma ad origine fossile, prodotti sul mercato.
Il lavoro di Petroldragon è costantemente supportato dalla consulenza del Politecnico di Milano, con cui Petroldragon ha firmato un contratto di ricerca.
Ad occuparsi di questa collaborazione dalla parte del Politecnico è, in particolare,  il Prof. Paolo Centola, ordinario di Impianti Chimici.

Per potersi garantire il costante approvvigionamento di una così indispensabile materia prima (i rifiuti), la Petroldragon si avvale di una complessa rete di fornitura, per il funzionamento della quale è necessario stipulare contratti con numerose grandi aziende in Italia, scelte tra quelle che più di altre generano, nella loro normale attività produttiva, un’ingente quantità di rifiuti, del tipo e della qualità che più si addicono ai processi di trasformazione ideati da Andrea Rossi.

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(12. Febbraio 2010)

Il salto di qualità e l’acquisizione della raffineria Omar

Fin dagli inizi, l’invenzione di Rossi consente di trasformare i rifiuti organici in un olio, che, venduto ad aziende specializzate nella raffinazione, permette di realizzare prodotti di uso comune quali olii combustibili e solventi. Le raffinerie, quindi, da sempre costituiscono la clientela tipo della Petroldragon.
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Nell’anno 1990 l’Ing.Andrea Rossi, per il quale è ormai scontato l’immaginare fino a che punto la sua invenzione sarebbe potuta arrivare e con quante applicazioni, una volta diffusa in maniera capillare, avrebbe potuto conquistare l’interesse del mondo intero, decide di cominciare ad occuparsi direttamente della realizzazione del prodotto finale, e così, con un investimento economico di oltre 4 miliardi di lire e a scapito di una notevole esposizione presso gli istituti di credito, acquista la raffineria Omar.
La Omar è storicamente una raffineria per oli lubrificanti ed appare, pertanto, particolarmente idonea alle lavorazioni dei prodotti della Petroldragon, dato che dispone di una colonna di distillazione sotto vuoto totalmente realizzata in acciaio inossidabile e di enorme valore, strumento molto importante ai fini della lavorazione del prodotto.
In breve tempo la Omar produce autonomamente, trattando l’olio proveniente dalla Petroldragon, i prodotti finiti, quali l’olio combustibile ed i solventi, prima realizzati da aziende terze.

Fin dagli inizi, l’invenzione di Rossi consente di trasformare i rifiuti organici in un olio che, venduto ad aziende specializzate nella raffinazione, permette di realizzare prodotti di uso comune quali oli combustibili e solventi. Le raffinerie, quindi, da sempre costituiscono la clientela tipo della Petroldragon.

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(11. Febbraio 2010)